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LA PATATA DI POSINA
CENNI STORICI
La patata (Solanum tuberosum L.) è un tubero originario degli altopiani andini del Sud America: il centro di origine è collocato nella conca del lago Titicaca compresa tra la Bolivia e il Perù (4.000 m s.l.m.). _ stata introdotta in Europa in due occasioni, la prima in Spagna intorno al 1570 e la seconda in Inghilterra verso il 1590. Giunse in Italia nel 1585 dalla Spagna, a Genova, portata dai Padri Carmelitani Scalzi. La sua fortuna inizia nell’Ottocento; gli anni 1816/1817 furono infatti caratterizzati da condizioni meteo particolarmente difficili e fredde che resero difficile, soprattutto in montagna, la maturazione dei cereali. Furono tuttavia anni molto importanti per la storia della diffusione della pataticoltura, non solo nel Veneto, ma di tutta Italia. Il tubero era infatti assai più resistente dei cereali alle avversità climatiche e alla mancanza di sole. Nel vicentino sono due le zone che hanno sviluppato una particolare vocazione alla coltura di questo tubero: la montagna e la pianura.

PATATA DI MONTAGNA
L’Abate Agostino Dal Pozzo di Rotzo nelle “Memorie Istoriche dei Sette Comuni Vicentini” pubblicate nel 1820 suggerisce la coltivazione della patata asserendo che "tutte le specie di grani che vi si raccolgono non bastano a mantener la popolazione. Io non mancherò quindi di suggerire a’ miei connazionali la introduzione della pianta che chiamasi patata, che i francesi chiamano Pomme de terre e i tedeschi Herdaflel". Una cronaca d’epoca di fine Settecento già parla di una patata dalla buccia violacea o "nera", che arricchiva le povere “tavole” dei vicentini.
La coltivazione della patata di montagna nel territorio vicentino inizia proprio attorno a questo periodo, trovandovi un habitat ideale proprio nelle zone di Rotzo, sull’Altopiano dei Sette Comuni e nella vicina Posina sul Pasubio. La notorietà alla produzione di patate di queste due aree deriva quindi dalla bicentenaria tradizione agricola e dalle caratteristiche dei terreni e del clima ideali nell’esaltare le caratteristiche organolettiche dei tuberi. La loro bontà è, infatti, una sintesi perfetta tra elementi ambientali. Il terreno sciolto e permeabile e le estati fresche e asciutte favoriscono sia la tuberizzazione sia l’accumulo di amido nei tuberi tali da conferire loro caratteristiche qualitative uniche e inconfondibili.

CARATTERISTICHE MERCEOLOGICHE
La Patata di montagna viene prodotta nel territorio che comprende l’Altopiano dei Sette Comuni (principalmente Rotzo), Laghi, Arsiero, Velo d’Astico, Tonezza e in altre zone della valle del Posina e della Val d’Astico, tutte in provincia di Vicenza. È ottenuta dalle varietà coltivate della specie Solanum Tuberosus L. da tempo acclimatate nella zona tipica di produzione. Sono particolarmente indicate le varietà Bintje, Desirèe, Liseta, Monalisa, Agria, Kennebek e Spunta.
I tuberi hanno una forma un po’ irregolare (tondo-ovale), buccia liscia, colore variabile in base alle varietà e occhiatura evidente ma non profonda. La pasta è di colore bianco o giallo-chiaro, di granulazione fine, mediamente di alta consistenza ed a volte farinosa per caratteristica varietale. Il gusto è quello tipico della patata, poco pronunciato e senza retrogusto. Il peso medio dei tuberi varia dai 35 a 300 grammi.

PATATA DI PIANURA
Le varietà oggi coltivate sono la Primura, la più diffusa, l’Agata, la Vivaldi, la Cicero, la Monalisa, la Liseta e l’Alba. Tutte queste cultivar forniscono tuberi di tipo A ed AB da insalata e/o per tutti gli usi. Caratteristica comune di tutte queste cultivar sono la forma dei tuberi ovale o lungo-ovale, il colore della buccia giallo dorato e della pasta giallo chiaro, una buccia piuttosto sottile, senza screpolature e resistente sia all’inverdimento sia alle manipolazioni meccaniche e una pasta dal sapore delicato

CARATTERISTICHE MERCEOLOGICHE
La pataticoltura di questa area è ritenuta all’avanguardia sia per le elevate produzioni di tuberi per ettaro coltivato sia per le caratteristiche qualitative, sanitarie e culinarie dei tuberi stessi. I pataticoltori utilizzano infatti tuberi-seme certificati e adottano di tecniche di coltivazione integrata eseguite in base alle indicazioni dei disciplinari di produzione. Infine, le operazioni di semina, difesa fitosanitaria, irrigazione e raccolta avvengono in maniera totalmente meccanizzata, mentre la conservazione dei tuberi avviene rigorosamente in celle frigorifere.
ZONA DI PRODUZIONE
Nel vicentino la patata di pianura è coltivata nei territori dei comuni di Alonte, di Asigliano Veneto, di Lonigo, di Orgiano, di Noventa Vicentina, Agugliaro e di Pojana Maggiore. La tutela e la valorizzazione di questo prodotto sono affidate in gran parte all’Appa, l’Associazione tra produttori di patate con sede operativa a Montagnana (Padova) che riunisce cooperative e singole aziende e organizza produzione e raccolta di circa 600 mila quintali di prodotto, gestendone in parte il commercio sotto il marchio registrato "Dorata". La commercializzazione della patata è indirizzata ai mercati nazionali, in particolare a quelli delle regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, e centro-nord europei come Svizzera e Germania. Per la patata “dorata dei terreni rossi del Guà” è stato chiesto all’Ue il riconoscimento della denominazione di origine protetta (DOP).
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